SERAFEO

Dopo l'esperienza quadriennale di Rinascenza Contemporanea (2012 - 2016) presso Pescara e la seconda esperienza quinquennale di Rinascenza Contemporanea II (2016 - 2021) di Torino proponiamo per la fase post-Covid il nuovo modello di lavoro attraverso Rinascenza Contemporanea III.
RC 3 costituisce l'avanzamento tecnologico per uno spazio espositivo virtuale determinato da un progetto che partendo dall'elaborazione del sesto ordine architettonico denominato Ordine Italico ha definito la strutturazione del  primo tempio/museo virtuale da me definito SERAFEO.
Colloco questa architettura in una dimensione esterna ed extra-umana più ampia che ha come modello il passaggio  previsto per il 14 aprile del 2029 dell'asteroide 99942 Apophis: facente parte del gruppo NEA ( near-Earth asteroids) ovvero al gruppo Aten la cui orbita passa accanto alla Terra la cui provenienza è sicuramente dalla fascia degli asteroidi ha rappresentato sicuramente l'ispirazione per immaginare una futura colonizzazione dell'asteroide attraverso l'ausilio di sonde lanciate nel 2029 in cui le forze robotiche teleguidate da Terra mediante Droni Robot forniranno al secondo passaggio dell'asteroide previsto successivamente per il 2036 ulteriori strutture che definiranno il nostro spazio espositivo virtuale . 

Architettura e scultura

Ordo Italicus

Il Sesto Ordine Architettonico

di Andrea Domenico Taricco.


Partendo dal "De Architettura" di Vitruvio risalente al 15 a.C. sino a giungere a la "Regola delli cinque ordini d'architettura" del 1562 di Jacopo Barozzi da Vignola sono trascorsi 1577 anni circa. In questo asse di tempo assistiamo ad una lenta elaborazione  che come vediamo dall'estratto del lavoro di Vignola stabiliva in sostanza cinque ordini architettonici:

1. Ordine Dorico

2. Ordine Tuscanico

3. Ordine Ionico

4. Ordine Corinzio

5. Ordine Composito

Nel 2012 ed esattamente dopo quattrocentocinquanta anni da questa definizione e dal 2012 ad oggi sono giunto a codificare un sesto ordine: l'Ordine Italico che promossi nel mio primo spazio espositivo "Rinascenza Contemporanea" nella città dannunziana di Pescara ivi rimasi tra il 2012 ed il 2016 data in cui tornai definitivamente a Torino per aprire Rinascenza Contemporanea II. Certo dalla classicità al manierismo e da qui allo slancio Barocco, Rococò, Neoclassico l'architettura ha attraversato diverse fasi storiche pensando agli azzardi dell'800 mediante i Modernisti e la grande stagione dell'Art Nouveau. Il cantiere Funzionalista andrò in tutte le direzioni con la Grande Guerra sino al macro-contenitore sperimentale del Bauhaus che porterà a nuovi slanci novecentisti come l'Art Deco, al Costruttivismo sino al Funzionalismo. Ancora al Brutalismo della II guerra mondiale passando per lo Strutturalismo ed alle grandi sperimentazioni  Postmoderne intrise di citazionismo decorativo sino al Decostruttivismo opposto a quello precedente ed alle spinte più vicine a noi intese sui principi della Nuova architettura Classica ed infine al Neo-Futurismo di Daniel Schinasi in cui l'evocazione al futurismo avviene in chiave dinamica.

Il lungo excursus riassume brevemente le differenti tendenze architettoniche avvenute in circa mezzo millennio. Ragioni che mi hanno spinto alla realizzazione di questo sesto ordine fondato in terra italica e che riassume le caratteristiche della contemporaneità:sintesi, freddezza, possenza,spersonalizzazione. L'Ordo Italicus rappresenta il fondamento costruttivo su cui devono innalzarsi strutture forti e slanciate eppur motivate non più dalla colonna esile e dal capitello elaborato. Tantomeno l'assenza del basamento lo relaziona ulteriormente al suolo rendendolo consecutivo ad esso. Semplici parallelepipedi interconnessi verticalmente et orizzontalmente con lo scopo definitivo di determinare sicurezza e maestria in chi osserva.

La Venere Imbavagliata

Andrea Domenico Taricco (2012)

Seguiamo il percorso di quest'opera da sinistra verso destra in cui il tema di Afrodite che vince la mela della bellezza per mano del giovane Paride sconfiggendo così Giunone ed Atena ha ispirato tre creatori di epoche distinte (rispettivamente del XIX secolo, XX secolo e XXI secolo) . Questa scelta scatenata dalla dea Eris non invitata al banchetto degli Dei porterà alla guerra di Troia. In ogni caso Venere diviene espressione di bellezza e protettrice delle Arti (Ragione per la quale l'ho generata a protezione del mio spazio espositivo). 

Dapprima Bertel Thorvaldsen nel 1816 realizza "La Venere del Pomo" ora custodita presso il Thorvaldsenmuseum di Copenhagen. 

Successivamente Michelangelo Pistoletto riprende l'opera generando "La Venere degli Stracci" (1967) custodita presso il Museo d'Arte Contemporanea del Castello di Rivoli. 

Infine arriva il dott. Andrea Domenico Taricco che nel 2012 ripropone l'opera non solo mozzandone il braccio destro che sorregge il pomo della discordia da cui seguito' una guerra devastante ma aggiungendone successivamente la mascherina in relazione alla tragedia pandemica messa in atto dal coronavirus.

Nasce così " La Venere Imbavagliata" (2020) custodita presso lo spazio espositivo Rinascenza Contemporanea II di Torino


Seraféo

Progetto: Museo RINASCENZA Contemporanea III (RC3)

Ideazione: critico d'arte Andrea Domenico Taricco


È con estremo piacere che con la collaborazione dell'architetto Tosco viene alla luce il Seraféo. Tale struttura è il tempio sacro dell'arte contemporanea deputato a prolungare nell'eternità il mio operato nel mondo dell'Arte di ogni tempo. Nasce dall'elaborazione dell'Ordo Italicus (ordine italico) da me progettato come sesto ordine architettonico di pilastro moderno e come tale sviluppato per la generazione di un Museo, ovvero Rinascenza Contemporanea III.

Secondo queste premesse il Seraféo (dalla Serafica, ovvero dal luogo in cui attualmente sono custoditi i miei lavori pittorici) è costituito da un pronao colonnato da cui si accede ad una doppia sala quadrata ove al centro si elevano quattro pilastri mentre ai lati corrispondono le lesene dello stesso ordine. Lo spazio ricavato tra una colonna e l'altra sarà caratterizzato dalla pittura mentre al centro dei due ambienti vi è un corridoio vetrato lateralmente in cui verrà posizionata la "Venere Imbavagliata" protettrice del luogo sacro. A mo' di architrave l'intera copertura è vetrata su cui è scolpita la struttura dell' Achet ovvero della doppia catena dell'albero della vita rielaborato nel mio testo ASHERAH. Il Libro della Natura. La scelta del vetro in alternanza al marmo diviene essenziale per la realizzazione del contrasto tra antico e moderno oltre che per una ragione puramente funzionale destinata a far filtrare la luce zenitale. Il vetro lo ritroviamo anche nella gradinata frontale in contrasto ai blocchi laterali realizzati in marmo e nell'architrave del portale d'accesso. I dati descrittivi li ritroviamo nell'immagine del progetto in cui l'equilibrio delle parti è ravvisabile dai prospetti frontali e laterali così come dalla planimetria che riporta alla sintesi del tutto. Questa è la potenza della struttura ideata orizzontalmente su un asse che simula il simbolo dell'infinito con lo scopo di riportare in vita una grecita' attualizzata evocando così l'idea della proporzione fondata sull'armonia della sezione aurea così come della linearità attuale. Questo Museo concepito ancora in 2d prende finalmente forma dopo anni di riflessioni per l'eternizzazione del mio operato. Il Seraféo costituisce questo slancio verso il futuro delineando con la pittura dimensionale e la scultura citazionista il senso ultimo della Rinascenza delle Arti.

A. D. T. 1975

(Dedico il progetto RC3 alla mia vita precedente conclusasi il 17 febbraio 2020 in seguito ad un intervento delicato al cervello ed in nome della mia seconda opportunità iniziata il 18 febbraio 2020 dico semplicemente grazie.

Un ringraziamento ulteriore all'architetto Tosco che ha creduto nel mio progetto e nella realizzazione del Seraféo!!!)

 

L'Essenza dell'Arte Contemporanea

 

Il concetto di bellezza è stato per secoli legato al principio di proporzione, armonia, numero ed equilibrio delle parti. Pensiamo al concetto di sezione aurea o divina proporzione ovvero la possibilità di dividere lo stesso segmento facendo in modo che il rapporto tra la sua parte più piccola e quella più grande fosse lo stesso con quello del macro-segmento. Questa conoscenza giunse ai greci per via minoico-egizia e qui da Babilonia che aveva già approfondito i calcoli computazionali necessari per edificare i loro templi.
In tal senso pensiamo a Luca Pacioli che scrisse "De divina proporzione" a cui lavorò tra il 1496 etil 1497 con i disegni di Leonardo da Vinci. Sosteneva che tutti i dotti avrebbero dovuto conoscerne la trama: una prima parte applicava la sezione alle arti, una seconda a Vituvio ed una terza al "Libellus de quinquen corporibus regolaribus" di Piero della Francesca. Ma il concetto di Bellezza è mutato con il trascorrere delle epoche artistiche giungendo a quello di Sublime che nell'800 ma già in fase pre-romantica Edmund Burke elaborò nel suo testo "A Philosophical Enquir into the Origin of our Ideas of the Sublime and Beautiful" (1757) come predominio del Sublime sul bello. Questo presupposto di analisi all'arte varierà ulteriormente con il principio di arte Perturbante messo in campo da Sigmund Freud circa un secolo fa nel 1919 in cui ne" Das Unheimliche"(il Perturbante) in cui osservava come precedentemente erano stati considerati il bello, il sublime come formulazioni dell'attraente mentre ciò che lui risvegliava era la paura dell'irrazionalita' che dominerà l'estetica di tutto il '900. Una sorta di disagio che ha irrimediabilmente allontanato il pubblico dall'arte contemporanea.
Premesse queste analizzate nel mio testo di storia della filosofia dell'Arte "ASHERAH. IL LIBRO DELLA NATURA" nel quale propongo una definitiva e più coerente forma di concezione artistica: l'essenzialismo sinaptico diviene la moderna ESSENZA della creazione volta a ricercare il sentimento del fautore del manufatto nell'attimo stesso in cui ha immortalato il proprio sentire sul supporto. Questa traslazione emozionale si allontana dall'idea dell'artista intelligente che desidera stupire, attrarre il pubblico sottomettendosi alle leggi di mercato: l'Essenza è quella funzione che sradica il significante dal significato, la forma dal contenuto sul piano puramente fruitivo non dimenticando che l'artista sia figlio del suo tempo e della sua tradizione storica ma che parte da essa per comunicare degli universali. Le espressioni Informali, Neo-Dada,  Neo-Informali sino a quelle Post-Moderne hanno portato a compimento questa formulazione di analisi. Esse sono state la culla di tutto ciò che dall'inizio del XXI secolo per questi primi vent'anni post-concettuali si è mosso nel revisionismo e citazionismo estetico che ha privilegiato il corpo superando il Body, l'ambiente superando il Land ed il Concettuale ovvero superando la stessa forza delle IDEE. Che sia l'emozione a smuoverci dall'immobilismo del tempo in cui esistiamo ed il dettaglio, il particolare, il frammento indicheranno la via di questo processo animico ed involontario. L'Essenza corrisponde all'aura della creatio quindi rappresenta l'anima stessa dell'oggetto (scartandone la superficialità del Bello o la momentaneita' del Sublime così come l'attrazione negativa nel Perturbante) che diviene opera quale testimonianza della sacralità del creatore/artista ed in questo modo, solo in questo modo diviene Immortale